Dal viadotto Morandi di Genova ai ponti svizzeri

Sono ospite della Rete1, con Antonio Bolzani e diversi colleghi, a Millevoci per riflettere su costruzioni e alle manutenzioni dei ponti.

Dopo il crollo del ponte Morandi di Genova sono emerse molte domande su come è potuta succedere una tragedia di tali dimensioni. Si è detto e scritto che il disastro è stato provocato dalla cattiva manutenzione di chi doveva controllare. Tanti interrogativi dai quali partiamo per fare il punto sugli oltre 4’500 ponti integrati nella rete delle strade nazionali svizzere, infrastrutture che in media hanno tra i 30 e i 40 anni. Un cedimento strutturale come quello capitato a Genova potrebbe capitare anche da noi? I ponti e i viadotti hanno una sorta di “data di scadenza”, cioè hanno una durata limitata nel tempo? Quante volte e da chi vengono controllati e monitorati i ponti? Come viene effettuata la manutenzione? Su quali criteri tecnici si basa la progettazione di un ponte, di un viadotto e di un cavalcavia stradale? Rispetto ad altri Paesi, da noi le norme di costruzione in vigore sono piu severe? Da queste domande, che rivolgiamo agli esperti in studio, desideriamo fare chiarezza ed offrire qualche elemento di riflessione a coloro che non sono esperti di ingegneria e che si pongono legittimi dubbi sulla stabilità dei manufatti sui quali transitiamo quotidianamente con vari mezzi di trasporto o a piedi. Sono tanti i fattori che possono indebolire delle strutture in cemento armato: si va dall’invecchiamento del calcestruzzo all’aumento del traffico, soprattutto pesante dovuto ai sempre più numerosi autocarri, passando dalla corrosione e dal cedimento delle fondamenta.

Ospiti: Ingegneri Cristina Zanini Barzaghi, Gianfranco Sciarini, Paolo Spinedi e Laris Magistretti

 

By |2018-09-13T11:27:26+00:0013.9.2018|Ingegneria, Media Lavoro, Scritti di lavoro|0 Comments